Quando gheppi e pettirossi ritrovano la libertà

Quando gheppi e pettirossi ritrovano la libertà

Oggi ho avuto la fortuna di assistere alla rimessa in libertà di animali selvatici: il lodolaio si è fermato a guardarmi prima di spiccare il volo verso il Sud, i gheppi hanno fatto un giro lento intorno a me, l’anatra selvatica mi ha sfiorato col becco prima di avviarsi nell’acqua del lago ed i pettirossi si sono persino poggiati sulla mia spalla!
“No, non si è svolta così, come una storia alla Disney, ma è stato altrettanto emozionante.”
Il caso ha voluto che ci recassimo proprio oggi all’Oasi WWF di Vanzago, per la visita delle 10.30, nella data di rilascio di animali selvatici, feriti e salvati dal CRAS, Centro Recupero Animali Selvatici, ed oggi restituiti al loro habitat. Grazie ai veterinari del centro gli animali hanno potuto recuperare in salute, grazie ai volontari dell’Oasi sono stati rimessi in condizione di tornare alla loro vita selvatica.
Sono più di 3000 all’anno infatti gli animali salvati dall’Oasi.

Come si sono comportati gli uccelli rapaci come il lodolaio ed i gheppi, le anatre, i pettirossi ritrovando la libertà?

Ebbene, in verità, si sono tutti precipitati fuori dalle loro gabbie temporaneo, volando agitati ed emozionati verso la libertà !
Tutti ad eccezione di un’anatra più timorosa, uscita più lentamente, che si è soffermata ad analizzare la situazione, forse anche turbata dalla piccola folla di visitatori che assistevano al momento, prima di inoltrasi nelle acque del Lago Vecchio dell’Oasi.

L’ornitologo dell’Oasi ci ha spiegato che il lodolaio rimesso in libertà dopo le cure era un esemplare adulto che avrebbe preso la via verso l’Africa,  ed infatti questi si è immediatamente slanciato in migrazione verso il Sud.

Invece i lodolai, noti per la capacità di sostare fermi in volo, ad ali spiegate, come ” a spirito santo” hanno sorvolato la zona ed abbiamo potuto osservare la differenza di volo fra questi ed aquile reali che sorvolavano la zona in quel momento, offrendoci qualche qualche minuto di birdwatching.
I pettirossi erano stati salvati due mesi prima durante un sequestro.
Tenuti in gabbiette per attrarre altri animali durante uscite di bracconaggio, presentavano problemi di salute e piume rovinate. Ricordate che tenere animali selvatici in cattività è un reato. Piccolissimi e vivaci, c’è ancora chi ne va a caccia per mangiarli, malgrado siano una specie protetta e la loro piccola taglia.
Mario, la nostra guida, benevolo del WWF, ci ha guidato durante due ore nell’Oasi, intervallando i momenti in cui abbiamo potuti assistere alle rimesse in libertà, con racconti sugli animali dell’Oasi di Vanzago, che conta anche il tritone crestato, sulla storia di Ulisse Cantoni che dopo aver acquistato il terreno, ne fece il suo territorio di caccia, salvo aver la lucidità di donarlo in testamento al WWF.
In ultimo, abbiamo scoperto che è in realtà abitudine delle madri di cervi e caprioli, porre i loro piccoli, nascosti tra le erbe, in aperta radura e nei campi, lasciandoli soli per avvicinarsi a loro solo al momento dell’allattamento, al fine di evitare l’attenzione dei rapaci. Questa abitudine induce spesso in errore molti escursionisti ed amanti degli animali che trovando i piccoli soli nella radura li credono abbandonati e li raccolgono per portarli al CRAS, allontanandoli di fatto per errore dalla madre.
Non abbiamo avuto l’occasione di vedere gli scoiattoli ed i caprioli che fanno la nomea della riserva, ma questi si erano allontanati, causa il numero importante di visitatori. Come ci ha svelato Fabiana, anch’essa volontaria WWF:
“per vedere scoiattoli e caprioli bisogna recarsi all’Oasi piuttosto un sabato mattina d’inverno, quando gli animali, meno importunati, sono più sereni”
Noi contiamo tornarci!
E meriterebbe un pensierino anche il corso di birdwatching…
fragole

“Ci sono anche le fragole” “… peccato non si possa cogliere nulla nell’Oasi “

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Marina Sciarrino

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"Salve, credo nello scambio di idee, amo molto leggere, a volte scrivere, sfidarmi con nuovi progetti"
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