Il cerchio

giovane donna

Basta poco, pochissimo, perché le ali del cuore spicchino il volo.
Il tavolino di un elegante caffè del centro, due chiacchiere con un’amica, il profumo del Natale: neve che scende, musica per le strade.
Si può essere belle come fate, ardite e amorevoli, lunghi capelli neri, occhi verdi, ma non basta,.
Tutte le amiche ammogliate, fidanzate, accompagnate.
E di questo si parla nel pomeriggio della vigilia:la noia appiccicosa di una vita monotona, corteggiatori insistenti, giovanotti che cercano lo scambio di un attimo, senza regole e senza impegno; tutti gli amici in relazioni più o meno consolidate.

Marta  vuole la passione, il rispetto, l’empatia, rifiuta il ricatto, cerca un grande amore: quello di una vita.

Tra un sorso di the e un biscotto allo zenzero, spunta un giovane alto e biondo, meraviglioso sguardo ceruleo, sorriso sincero.
Chiede di sedersi al tavolo e Marta è anestetizzata: troppo bello, eccessivamente galante, di certo l’interesse è per l’amica Susy, nome esotico, corpo da sogno.
Marta si sposta, porge la sedia allo sconosciuto, pronta ad eclissarsi, ma l’uomo cerca i suoi occhi, vuole lei,  è lì per lei.
Parla con naturalezza e la fissa, la studia, la guarda con interesse e comincia a parlare di sé,  della passione per i viagggi, del surf, della libertà.
È bello, elegante, colto, forse  benestante.
L’universo di Marta è una famiglia modesta, un lavoro precario, vestiti semplici, e la bellezza come unico bene.
“Allora addio, ti saluto e Buon Natale”- Marta prende la borsa, infila la giacca, e imbocca l’uscita, inciampa sullo scalino e va incontro ai fiocchi di neve che entrano negli occhi e nella bocca.
Il giovane la segue, col passo spedito di chi sta perdendo la cosa più preziosa del mondo.
“Pier, mi chiamo Pier e…vorrei invitarti questa sera per una cena, o quello che vuoi.
Marta accelera il passo e si maledice per aver permesso all’estraneo di entrare nei suoi discorsi e nella sua complicatissima quotidianità.
Ma lui è sicuro, testardo e intraprendete, la raggiunge, la blocca per le spalle, la convince: “Si va dove vuoi tu”.
L’amica Susy è completamente elettrizzata:”Se non ci esci tu, ci vado io!”
Marta cammina più veloce e sente il freddo che le entra nella pancia, il ventre si irrigidisce per lasciare il posto a mille farfalle che sbattono le ali, adesso corre verso casa,  il caldo del camino, la cena da preparare, la solita vita.
Suonano alla porta, Marta apre con insofferenza, occhi cerulei é piantato davanti a lei, ironico e sicuro.
“Dai, che si esce”.
Si è fatto un chilometro a piedi dietro a Cenerentola e lei neanche si è accorta.
“Non ti conosco, potresti essere un maniaco, un serial killer, o mi stai facendo uno scherzo…”
L’uomo insiste è sicuro, simpaticamente arrogante e non molla.
Marta cede:” Pizza in centro, ognuno con la propria auto”.

Il poi, è tutto velato di felicità e si fa in fretta a cadere nel sogno.

Al parcheggio vicino al parco si trovano la dama e il bel cavaliere, camminano vicini, ma con la distanza dei propri sentimenti, del pudore, del rispetto.
La cena è un concerto di battiti del cuore, ansia, incredulità, a tratti di felicità.
È talmente intensa l’alchimia, da suscitare l’interesse della sala: sguardi, mormorio, curiosità.
“Domani parto…per il Sud Africa…”
Marta sente la voce di Pier e  le sembra non esca dalle labbra del giovane, ma dagli occhi azzurri che l’hanno incantata.
Termina la cena, si torna al parco, e il bacio che segue è l’essenza dell’amore totale, unico, quello di una vita.
“Ti chiamo, auguri di Buon Natale, Buon Anno, riposati…ci vediamo”.
Le feste sono un tormento,  il telefono non squilla, la disperazione incalza, ma la certezza del suo ritorno è matematica, scontata, ovvia…forse.
Passano i giorni, le settimane si susseguono fra il controllo emotivo e la tistezza, si ammalano anima e corpo.
Medici, terapeuti, ipotesi, consigli; il lavoro non basta, gli amici sono come la  nebbia.
Solo vent’anni, possono sfocare appena, il sentimento rimasto illibato.
Marta ha scelto un amore quieto, al riparo da ogni male e diventa mamma, affronta dolori, convive con la depressione,  si reinventa ogni giorno, non si fa più domande.
La vita è un sacco riempito di cose, persone, vicende, e solo la resilienza permette di gurdare avanti, di affrontare il quotidiano, senza voltarsi indietro.

Così è stabilito.

Ed ecco un altro Natale: di nuovo festa, ma senza magia.
I regali per i bambini, la cene con le persone care, la stabilità affettiva, la perdita improvvisa del padre.
Rimane la bellezza della gioventù e le rughe del dolore sono appena accennate.
Un giorno Marta si accorge che il suo profilo professionale è spiato, osservato, forse controllato.
È di nuovo lui, occhi cerulei.
La guarda e si ritrae, una, due, forse tre volte, con il suo nome, soprannome,in anonimato.
Marta ha finito di aspettare, ha chiuso finalmente  il cerchio, ha dato un nome al suo dolore: illusione.
Questa certezza, di lui rimane: fiocco di neve portato dal vento.

Facebook Comments
Sara J

Sara J

"Amo le spose, la seduzione dei loro abiti morbidi e profumati,ma ancora di più…amo il loro coraggio!"
Spazio semi-serio per accogliere le storie più belle e le avventure rocambolesche del giorno del Sì, dal Polo ai Caraibi.
Sara J
0 Comments

Leave a reply

CONTATTACI

Non siamo presenti al momento, scrivici, ti risponderemo il prima possibile !

Sending

©2018

or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account

testi per hyperting