Come Abramo e Sara il matrimonio ebraico si celebra sotto la Chuppah

Quando una coppia decide di sposarsi si deve presentare all’ufficio rabbinico che comunicherà tutte le procedure per fissare la data delle nozze, le basi per la casa e la nascita di una famiglia.

I futuri sposi dovranno frequentare dei corsi matrimoniali illustranti la kasherut, lo shabbat, l’insegnamento della Torah ai figli e la taharat ha-mishpachà, mitzvà e la tzedaqà (aiuto ai bisognosi).

Quando saranno pubblicate le date delle nozze presso il Tempio Maggiore di Roma, se siamo in Italia, o in un altro Ufficio di Stato Civile del Comune. La coppia si recherà all’Ufficiale di Stato Civile del Comune per fornire i nomi dei soggetti e dei genitori necessari per la stesura del contratto matrimoniale. La sposa farà la tevilà, il bagno rituale, nel mikvè cioè una vasca che contiene un’acqua dei fonte o piovana prima del matrimonio.

L’immersione è il simbolo di un nuovo rapporto che ci riporta alla creazione originaria e alla nascita di una vita di coppia armoniosa.

 

Durante lo shabbat che precede la cerimonia, i padri degli sposi e il futuro marito salgano alla lettura della Torah. Prima della lettura della Kettuba lo sposo consegna al rabbino l’anello da donare alla sposa.
Arzigogolata tanto quanto la fase preparativa, il matrimonio, per meglio dire la cerimonia, vede protagonisti:

  • la ketubah (contratto matrimoniale) firmata da due testimoni
  • una huppah (una sorta di baldacchino di stoffa morbida)
  • un anello che viene donato dallo sposo alla sposa
  • la classica ‘rottura del bicchiere’ sempre presente nelle proiezioni cinematografiche degli ultimi vent’anni.

matrimonio ebraico

La procedura del matrimonio presenta due momenti, la prima – qiddushin – la promessa di matrimonio in lingua ebraica e il vero e proprio matrimonio – nissuìn – quando la coppia inizia la propria vita comune.

Nella prima fase la donna è proibita di conoscere altri uomini, con la possibilità di un divorzio religioso – Ghet – per poter essere annullato, la fase finale vede la coppia vivere la vita coniugale.
Oggigiorno erusin avviene quando lo sposo consegna l’anello alla sposa o un altro oggetto di valore con l’intento di realizzare un matrimonio. Esistono diverse opinioni su quale parte della cerimonia costituisca nissuin, tra cui lo stare sotto il baldacchino o stare da soli insieme in una stanza.
L’unione dei due innamorati non si celebra nei seguenti giorni: di sabato, nelle feste solenni e mezze feste, nei digiuni, nei giorni che vanno da Rosh Ha-Shanà a Kippur, durante una parte dei giorni dell’Omer (dal 1° al 18 di Yiar) e in quelli che vanno dal 17 di Tamuz al 9 di Av.

 

Maria Carola Leone

"Maria Carola, anima in continua evoluzione. Amo la cultura e le tradizioni, i profumi e i sapori del matrimonio. Curiosa e dinamica con un forte senso eclettico".

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