Patti prematrimoniali: cos’è un “prenup”?

dopo matrimonio

Patti prematrimoniali: cos’è un “prenup”?

 

Nel nostro paese non è consentito regolare prima del matrimonio i termini economici di una eventuale separazione – decidere, in parole semplici, “a chi va cosa” se il matrimonio fallisce e l’unione coniugale si dissolve.
Basta gettare un’occhiata alle cronache mondane internazionali, in particolare alle rocambolesche vicende legali delle star di Hollywood, per rendersi conto di quanto radicalmente diversa sia l’impostazione seguita dai legislatori nei paesi anglosassoni, dove i cosiddetti prenuptial agreements, patti prematrimoniali finalizzati a decidere a chi andrà cosa in caso di divorzio, sono di gran moda. Visti inizialmente come appannaggio delle personalità del jet set – che non hanno mai mancato di riempirli di previsioni piuttosto bizzarre, incoraggiando l’aura di “capriccio delle star” che già permeava quest’istituto agli occhi di noi italiani -, negli ultimi anni sono stati invece più volte messi in evidenza i potenziali vantaggi che i prenups, già peraltro ammessi in molti paesi europei come la Francia, la Spagna e il Portogallo, potrebbero comportare se innestati nel nostro sistema giuridico.

Molto discussa è stata – ed è tuttora – la proposta di legge presentata nel 2014 dai deputati Alessia Morani e Luca d’Alessandro, al momento ferma in Commissione Giustizia della Camera, che propugna proprio l’introduzione dell’istituto dei patti prematrimoniali nel nostro ordinamento.
Allo stato attuale delle cose, In Italia è principio consolidato che la gestione economica della crisi matrimoniale sia materia sottratta all’arbitrio dei coniugi: in casi così delicati e complessi è il giudice a dover intervenire e disporre in modo equilibrato, ascoltando e coordinando gli interessi dei soggetti privati.

Poter decidere preventivamente dei diritti patrimoniali connessi alla scioglimento del matrimonio limiterebbe il diritto di difesa del cittadino in un futuro procedimento di divorzio, vincolandolo a scelte compiute ancor prima di sposarsi, incoraggiando inoltre il rischio di ingiustizie e soprusi sulla parte più debole e potenzialmente influenzabile della coppia. Eventuali accordi prematrimoniali sul modello dei prenups anglosassoni sono quindi non ammissibili, e considerati nulli se decisi in privato dalla coppia.

I patti prematrimoniali potrebbero effettivamente rivelarsi uno strumento estremamente funzionale e prezioso in sede processuale, utile a mettere sin da subito in chiaro cosa accadrebbe in caso di fallimento del matrimonio, favorendo così una dissoluzione del rapporto tra con forse più semplice, rapida e “pulita”, priva di eterne discussioni e contenziosi.
Un potenziale e di certo auspicabile effetto positivo non garantito però da alcun dato di fatto: la stessa esperienza statunitense evidenzia quanto sia comune che i prenups vengano portati in tribunale, ribaltati e messi in discussione per una singola virgola o un minimo codicillo.
Nessuna sicurezza che quest’innovazione possa portare concreti vantaggi in sede di scioglimento del matrimonio, insomma; d’altra parte, sono in molti ad avere il sospetto che una simile introduzione potrebbe sferrare il colpo di grazia alla stabilità del matrimonio, spingendolo verso una progressiva e piuttosto avvilente deriva anti-romantica, incoraggiando la mercificazione dei sentimenti.
Sottolinea questo rischio il Ministro per gli Affari regionali con delega alla Famiglia Enrico Costa:

«Non posso accettare la “patrimonializzazione” del matrimonio, come fosse un banale contratto. E i sentimenti? E l’impegno a un futuro condiviso? Mi sembrerebbe tanto di redigere il testamento del matrimonio prevedendo già il “dopo-matrimonio”.

Lo vedo come una picconata psicologica alla stabilità di una coppia. Continuando così, arriveremo al matrimonio “a tempo determinato”, magari con la clausola del tacito rinnovo».

Emblema di modernità o tomba del romanticismo?

Non è facile esprimere un parere definitivo sulla questione; allo stato attuale delle cose, in attesa di eventuali sviluppi legislativi, non ci resta che riflettere e, magari, sorridere dando uno sguardo alla famosissima commedia dei fratelli Coen “Intolerable Cruelty”, arrivata in Italia con l’eloquente titolo “Prima ti sposo e poi ti rovino”, che racconta con pungente sarcasmo proprio le vicende di un avvocato specializzato nel creare contratti prematrimoniali blindatissimi e inattaccabili…

Facebook Comments
Eleonora Guaragna

Eleonora Guaragna

21 anni, studentessa di Giurisprudenza e ninfa dei boschi in incognito. Vivo in un mondo tutto mio, romantico, misterioso e incantato, in compagnia dei miei gatti e di un'immancabile tazza di tè caldo.
Eleonora Guaragna
0 Comments

Leave a reply

CONTATTACI

Non siamo presenti al momento, scrivici, ti risponderemo il prima possibile !

Sending

©2019

or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account

testi per hyperting