Una promessa è per sempre

Una promessa è x sempre (se con diamante tanto meglio)

Partiamo dal principio, come ci si aspetta da una vera e propria favola: ve lo ricordate quel magico giorno in cui il vostro lui vi ha chiesto di sposarlo?

Come no? Suvvia fate qualche sforzo… cosa, cosa, cosa? Siete state voi che avete fatto il primo passo?

Certo siamo nel terzo millennio, non esiste più questa differenza di generi, le ragazze di oggi sono brillanti, emancipate e non badano più alle forme, la sostanza è quella che conta e se è a 24K tanto meglio!

Tralasciando valori e quotazioni a peso d’oro indossiamo per qualche minuto i panni di giovani e romantiche donzelle (romantiche al punto giusto sia chiaro) fiere, leali e sincere, che si commuovono ancora davanti ai film d’amore, che sognano e aspettano il principe azzurro, quel principe azzurro che saprà far breccia nel cuore con dolci parole, colui che saprà conquistarci con la più sentimentale e sdolcinata delle dichiarazioni e che, guardandoci negli occhi, con fare un po’impacciato ci chiederà di sposarlo tirando fuori dal taschino della giacca una piccola e deliziosa scatolina in velluto contenente la “promessa” di felicità!

Tutto parte da qui: la promessa.

Abito, chiesa, rinfresco, fiori, luna di miele, una piacevole conseguenza di quell’impegno d’amore stretto con il partner, vuoi che avvenga in maniera “fiabesca” vuoi che sia una scelta consapevole della coppia, la promessa di matrimonio è il primo passo verso l’unione, celebrata con rito civile o religioso.

Riconosciuta dall’art. 79 del Codice Civile come libera dichiarazione degli sposi ad contrarre matrimonio non è vincolante qualora venisse sciolta (ma diciamo un forte NO a tutti i ripensamenti, ai maschi che non vogliono lasciare la gonnella della mamma o agli ex che spuntano fuori all’ultimo minuto!)

Promettiamoci amore e lealtà, sanciamo la nostra unione, dichiariamoci a tutti i nostri cari, amici e conoscenti e che anche il salumiere, il postino e il farmacista possano gioire della nostra decisione guardando le pubblicazioni affisse (per la serie “che lo urlino i muri e le persone” cit. Lorenzo Serenata Rap 1994)!

Ma cosa c’è da fare realmente? Quali sono i tempi e i documenti da presentare? Basterà mica ingaggiare il famosissimo Arrotino, quello che sul suo ApeCar armato di megafono va in giro ad annunciare il lieto evento?!

Eh no amici cari non si scherza affatto.

Dopo la dichiarazione, l’anello e le rose (un centinaio posson bastare) la coppia di futuri sposi dovrà recarsi all’Ufficio Matrimoni del proprio Comune munita di documenti in corso di validità e marca da bollo, ritirare il numerino, aspettare pazientemente i tempi d’attesa e, una volta arrivato il proprio turno, presentarsi allo sportello dove un amabile incaricato esaminate le generalità o un eventuale delega, qualora uno dei due promessi fosse in quel momento assente causa forza maggiore, provvederà a preparare tutti incartamenti necessari per le pubblicazioni che verranno esposte per ben 8 giorni all’Albo Pretorio del Comune di residenza di entrambi gli sposi.

Trascorsi tre giorni dal termine ultimo delle suddette se nessuno ha osato presentare opposizione l’Ufficiale di Stato Civile rilascia alla giovane coppia il nullaosta per la celebrazione delle nozze entro 180 giorni dalla scadenza della pubblicazione, pena la decadenza di validità dei documenti – quindi siate scaltri!

A questo punto, sopravvissuti ai pianti di gioia di parenti e amici, alle pacche sulle spalle dei colleghi, ai finti sorrisi della zitellona di turno, alle congratulazioni della vicina, all’interrogatorio del prete sul quanto siete realmente decisi a convolare a nozze, sventato il pericolo della celeberrima intimidazione manzoniana “questo matrimonio non s’ha da fare, né domani, né mai” non vi resta altro che alzare i calici e brindare. Una prima prova generale: che si tratti di un piccolo buffet dolce e salato, di un rinfresco o un aperitivo con le persone care.

Tutto organizzato nei minimi dettagli con grazia ed eleganza non dimenticando l’unica regola fondamentale: colore principe della festa il verde! Quel verde che accende e tiene vive le speranze anche di quelli che dicono di essere allergici al grande SI!

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Sara C

"Altro che zucca, topini e bidibi bodibi bu, non troverò mai il principe azzurro, le scarpette taglia 41 sono fuori produzione… tutta colpa delle favole!"
Sara C

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