‘We can do it’, l’urlo 2.0. delle donne lavoratrici

We can do it’, l’urlo 2.0. delle donne lavoratrici

Oggigiorno le donne sono madri, mogli, fidanzate, figlie, amanti ma soprattutto lavoratrici di prima classe tanto quanto, o forse più, gli uomini.

Negli anni passati la donna era considerata come una massaia addetta al focolare e alla bada dei figli. Fino al 1865 il sesso femminile non aveva il diritto di esercitare la tutela sui figli legittimi tanto meno essere ammesse agli impieghi pubblici. Le donne, anche se maritate, non potevano gestire i soldi guadagnati con le loro mansioni perché era ‘dovere’ del marito. Allo stesso tempo la legge era molto severa anche sui doni, ipoteca o cedimento dei beni immobiliari. Il codice penale inoltre puniva severamente l’adulterio della donna, con una pena da tre a due anni, mentre puniva il marito solo in caso concubinato.
Il Risorgimento italiano fu proficuo tantissimo nella gestione politica indirizzata verso l’unificazione del paese, ma non si può dire lo stesso sull’educazione ed emancipazione femminile. Tale delicata tematica fu toccata malamente per sommi capi da Gioberti il quale affermava che la donna fosse ‘in un certo modo verso l’uomo ciò che è il vegetale verso l’animale’, per Rosmini ella ‘compete al marito’, secondo Filangeri invece spetta al gentil sesso l’amministrazione della famiglia mentre all’uomo la parte civile.
Si dovette aspettare il 1966 per un grande cambiamento di rotta di pensiero grazie alla contessa di Belgioioso – patriota e letterata – che scriveva a proposito:

“quelle poche voci femminili che si innalzano chiedendo dagli uomini il riconoscimento formale delle loro uguaglianza formale, hanno più avversa la maggior parte delle donne che degli uomini stessi. […] Le donne che ambiscono a un nuovo ordine di cose, debbono armarsi di pazienza e abnegazione, contentarsi di preparare il suolo, seminarlo, ma non pretendere di raccoglierne le messi”.

In realtà alla fine dell’Ottocento, nel 1879, Anna Maria Mozzoni fondò una Lega che si batteva per l’ottenimento del diritto del voto con fortemente imbevuta dal Partito Socialista all’epoca agli albori del suo successivo sviluppo.
Indipendentemente dai mille decreti leggi approvati dagli inizi del Novecento, oggi le donne sono spesso madri e lavoratrici e devono far fronte a problematiche sociali ancora più complesse rispetto a quelle di due secoli fa.

La comunità 2.0. vede una media di 5.3 ore al giorno di lavoro domestico, 3.3. ore al giorno di lavoro retribuito su un totale di sette lunghissimi giorni.

Oltre a questi sconfortanti dati, facilmente consultabili sui siti di statistica mondiale, se aggiungiamo la croce e delizia della maternità abbiamo davanti a noi una situazione alquanto scoraggiante: un quarto delle donne abbandona il lavoro dopo questo lieto evento e ammonterebbe a 1 milione di mamme solamente italiane la cifra di coloro che vivono sotto la soglia della povertà.
Bisognerebbe potenziare, estendere e rendere maggiormente flessibili gli orari e i servizi pubblici dedicati all’infanzia come avviene negli Stati Uniti d’America già da parecchi anni. Solamente in questo modo si potrà avere una situazione produttiva in cui la donna non venga più emarginata nel accelerato processo produttivo capitalistico mondiale.
Non avrebbe molto senso la provocazione del Ministro Lorenzin e la sua campagna indirizzata sul ‘Fertility Day’, lanciata nel mese di settembre 2016, in un contesto italiano che non vede una luce di speranza nell’oscuro buco della disoccupazione giovanile, dei cervelli in fuga, dei pagamenti miseri e dalle imposte statali salatissime.

Ogni donna ha il diritto di essere una madre in carriera serena e ricca di energie da donare, nelle ore libere, ai figli e alla famiglia.

Alla fine del 2016 purtroppo troviamo davanti a noi ancora una situazione non troppo diversa rispetto a quella di due secoli fa, le donne sono costrette a badare ai figli o a rinunciare alla gioia della maternità per costruire un futuro professionale adatto alla loro formazione più o meno accademica del caso.
Fin quando il maschilismo regnerà l’occidente tanto quanto l’oriente noi donne saremo sempre messe in secondo piano. Bisognerebbe creare una versione rivisitata del partito femminista facendo sentire all’intero pianeta quanto ‘NOI POSSIAMO FARCELA!’.

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Maria Carola Leone

"Maria Carola, anima in continua evoluzione. Amo la cultura e le tradizioni, i profumi e i sapori del matrimonio. Curiosa e dinamica con un forte senso eclettico".

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