La rivoluzione dell'amore

La rivoluzione dell’amore

Dalla rivoluzione culturale del ’68 ad oggi ne abbiamo fatta di strada.

A volte mi assale il dubbio che tutta questa strada non sia stata percorsa nella direzione giusta, cioè in avanti. Parlo dell’influenza sui costumi sessuali che tale rivoluzione apportò, tra le giovani generazioni (e non solo), riguardanti il modo di intendere la coppia. Si ragionava di amore libero, di sesso libero, di libertà di scelta, si proclamava l’amore di gruppo; quel che si cercava di abbattere, in sostanza, erano i condizionamenti ricevuti da un’educazione tutta rivolta a preservare la continuità di schemi vecchi e obsoleti a sfavore dei veri bisogni dell’individui.

Il ’68, è vero, fu fonte e sbocco di emozioni represse e trattenute per molte generazioni passate ma, come un fuoco di paglia, i suoi effetti furono fermamente calmierati da una cultura, socialmente accettabile dai più, che riuscirono piano piano a digerire quella voglia di cambiamento, quel desiderio di trasgredire, fino a farli divenire quegli schemi nevrotici e ipocriti che permeano il nostro stile di vivere l’amore e gli affetti,  e che conosciamo bene.

La contraddizione, segno evidente che qualcosa non funziona in modo efficace, di quanto poco si parli di spiritualità, da una parte, e dell’esagerata importanza che si da oggi alla sfera sessuale, dall’altra, è il sintomo che si è rotto un equilibrio.

La spiritualità viene spesso confusa con la religione, e sappiamo bene tutti come il sesso e la sessualità vengono interpretati negli ambienti religiosi. Questo equivoco è alla base della maggior parte delle nevrosi di cui soffrono gli individui, le coppie, le famiglie, ai giorni d’oggi.

Certo, quelli del ’68 la sapevano lunga riguardo all’importanza del sesso e di un sesso felice e appagante per vivere pienamente le proprie emozioni, così come la sapevano lunga i nostri primi avi, quando il contatto pieno con la natura e il ciclo delle stagioni, dava loro modo, pur senza le “comodità” di oggi, di vivere sereni, felici, con gioia.
Sono passati più di 40 anni e dopo l’ennesimo tentativo, come la rivoluzione francese, l’illuminismo, il rinascimento, il maoismo, e tanti altri, di riconciliarci con l’immaterialità del nostro esistere, l’anima, la psiche, le emozioni, i sentimenti, insieme al tentativo di ripristinare stili di vita più vicini ai nostri veri bisogni, sono di nuovo al punto di partenza.
Chiudo con l’obiettivo di riproporre ed esplorare a breve, su queste pagine, questi argomenti, in particolare la relazione tra sesso, spiritualità e amore, perché trattasi di argomenti vasti e importanti per vivere nell’amore e nella gioia.

Emiliano Abhinav Boccia

Amo la vita, e non è poco. Della vita amo i libri e le persone, penso che anche i libri abbiano un'anima, della vita amo i fiori e i tramonti, non disdegno i temporali, nei quali sento l'energia della terra, amo il mare e la montagna. Il mio ultimo sogno che sto realizzando? Imparare a ballare il tango. La tanghera con cui danzo? Una donna meravigliosa! 
Emiliano Abhinav Boccia

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